Favole per adulti

Ha scritto Alessia Niccolucci, il

Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi. (Gilbert Keith Chesterton)
Tutte le favole cominciano con “c’era una volta…” e trasportano, in genere, in luoghi al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieto fine … le favole sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici. Nella vita reale però, la vera magia è la capacità di immaginazione…Da piccoli, tutti abbiamo provato grandi emozioni che abbiamo dimenticato ma che vivono nel profondo: paure, gioie, angosce… Se ne trova traccia nel nostro carattere e nel nostro modo di affrontare la vita: le emozioni vissute dunque ci hanno forgiato e le fiabe sono analogicamente la trasposizione narrativa di quei sentimenti, di quelle emozioni…

Perché raccontiamo le favole ai bambini

Queste particolari narrazioni non sono dunque semplici storie, ma strumenti in grado di aiutare i piccoli a prendere confidenza con le loro emozioni profonde, spesso molto coinvolgenti. Non solo: usiamo le fiabe anche per comunicare loro, tramite una figura d’affetto, che non saranno lasciati soli in balia di un mondo pericoloso. Purtroppo da adulti tendiamo a dimenticare o a banalizzare le fiabe; un vero errore, perché oggi, in fondo, proviamo esattamente le stesse emozioni di quando eravamo piccini… Come fare a ricontattare questo nostro lato favolistico? Un aiuto può arrivare dal mondo esterno: esistono posti che sembrano avere proprietà intrinseche di pace, serenità e magia: sono tanti e differenti poiché ognuno ha i suoi “gusti”: parchi, spiagge, montagne boscose, fiumi, laghi… In questi luoghi, insieme fisici e mentali ci si sente a “a posto” e, nonostante le difficoltà, si riesce ad accantonare e superare ansie e stress e a ritrovare un senso di unità con sé stessi: proprio quello che avviene nelle fiabe…

Scrivi la tua fiaba

Se non sempre è possibile raggiungere questi posti prediletti, possiamo arrivarci con l’immaginazione, una grande risorsa che sfruttiamo troppo poco: proviamo a immaginare il nostro luogo ideale, costruiamolo nella mente, camminiamoci. Dopo i primi tentativi magari un po’ vaghi scopriremo che è possibile sostarci senza sforzo, il tempo che serve al nostro cervello per riposare e impiegare meglio le risorse che possediamo. Un buon esercizio a questo punto è provare a scrivere la “nostra” fiaba, non importa se breve, all’inizio possono bastare poche righe, poi si potranno aggiungere particolari, sensazioni, dettagli…
Provare a raccontare con i personaggi di fantasia i propri timori e disagi, i propri nemici o dolori, i propri sogni o desideri, ci aiuterebbe a focalizzarli o a liberarcene del tutto, esorcizzandoli. Sono nati molti libri per dichiarare un amore o per punire uno o più nemici, dalla Divina Commedia a Il Principe.

Immaginare non è evadere, ma cercare

Non ci si deve vergognare di lasciarsi andare e di tornare, in un certo senso, bambini: anzi è il modo più efficace per riaccostarsi alla nostra parte profonda, ai propri desideri come ai propri timori, fare di nuovo amicizia con sé stessi, riconoscendo tratti dimenticati e difficoltà da superare. Confessando alla penna i nostri timori, dubbi, fragilità. Ciò che desideriamo trovare nella vita è sempre più “dentro” che “fuori”, più vicino di quanto pensiamo. L’immaginazione, anche quella che fa nascere le fiabe, nutre sempre l’Anima: questo nutrimento è prezioso e serve a tutte le età per vivere meglio ciò che chiamiamo “la vita reale” che, non dimentichiamo, è largamente influenzata dalle fantasie che facciamo su di essa.

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Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
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