25 novembre
“Il femminicidio è un crimine di Stato tollerato dalle pubbliche istituzioni per incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita. In Italia, sono stati fatti sforzi da parte del Governo, attraverso l’adozione di leggi e politiche, incluso il Piano di Azione Nazionale contro la violenza, questi risultati non hanno però portato ad una diminuzione di femicidi o sono stati tradotti in un miglioramento della condizione di vita delle donne e delle bambine.”
(Rashida Manjoo, Special Rapporteur dell’ONU per il contrasto della violenza sulle donne)
“Il pudore sociale che tu credi naturale vuole che tu sia ritrosa, ambigua, dolce. Il pudore vero sta rinchiuso come il tuorlo dentro l’uovo, ricco, fiammante, vitale. Questo pudore ti insegna il senso della tua integrità di cuore, bada bene, non di una carne fatta Simbolo sociale. Sii tu a baciarlo, a spogliarlo, ad accarezzarlo, senza per questo rifiutare le sue carezze e i suoi baci. Che sia chiaro, chiarissimo lampante che siete in due a fare l’amore, non uno solo sopra l’altro, contro l’altro, a danno dell’altro. Rifiuta il gioco del corri e scappa che può divertire ma alla fine ti porterà alla trappola. La civetteria è un ‘arma così povera ad infelice che poi quando sei incastrata contro un muro non ti rimane che sorridere e acconsentire. Ma non c’è niente da nascondere, lo vuoi capire. Devi prenderti il tuo piacere da lui come lui lo prende da te, senza infingimenti; con pari entusiasmo e passione. Fagli la corte, inseguilo, parlagli apertamente. Decidi tu quando vuoi fare l’amore, non lasciarlo mai pregare e supplicare, perché poi quando decidessi non sarà più una decisione ma un cedimento e subito lui urlerà di essere il tuo padrone e avrà ragione perché sarai stata vinta e non vincitrice, avrai accettato la regola del cacciatore che corre appresso alla preda”. (Dacia Maraini)
“Donne mie che siete pigre, angosciate, impaurite, sappiate che se volete diventare persone e non oggetti, dovete fare subito una guerra dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini, ma contro voi stesse che vi cavate gli occhi con le dita per non vedere le ingiustizie che vi fanno. Una guerra grandiosa contro chi vi considera delle nemiche, delle rivali, degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria tutti i giorni senza neanche saperlo, contro chi vi tradisce senza volerlo, contro l’idolo donna che vi guarda seducente da una cornice di rose sfatte ogni mattina e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere, scintillanti di collane, ma prive di braccia, di gambe, di bocca, di cuore, possedendo per bagaglio solo un’ amore teso, lungo, abbacinato e doveroso(il dovere di amare ti fa odiare l’amore, lo so), un’amore senza scelte, istintivo e brutale. Da questo amore appiccicoso e celeste dobbiamo uscire, donne mie, stringendoci fra noi per solidarietà di intenti, libere infine di essere noi intere, forti, sicure, donne senza paura.” (Dacia Maraini)

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