Buon Compleanno
Ecco, è bellissimo: è bellissimo quando ti arriva il ‘Buon Compleanno’, sia quello atteso che quello inatteso e ti senti davvero di poter contare per tante persone e avverti un riconoscimento d’esistenza.
La data del compleanno non la scegli. Eppure si dovrebbe scegliere da grandi, almeno per evitare le schiavitù degli oroscopi, le influenze stellari che, dicono, gli astri ci danno. Ma a confrontare le date di nascita dei grandi personaggi del passato con le descrizioni caratteriali degli ‘oroscopari’ contemporanei certo, vien da sorridere. Perché scopri che il timido Cancro era il segno di nascita di Cesare e di Alessandro Magno, il pericoloso Scorpione di Stevenson, Cicerone e Dostoevski, l’aggressivo Leone di Gustav Jung, e il superficiale Ariete di Stalin e Hitler, addirittura, tanto per dirne un paio.
Venuta meno la stabilità e la credibilità degli oroscopi e assodato invece il valore emotivo – e come tale soggettivo – ritorno all’idea che il Giorno Uno, lo si potrebbe scegliere anche da soli, sulla base dei gusti personali, ad esempio, o delle esigenze familiari.
Mi direte del Tempo: in effetti il tempo ha il suo peso. Non mi riferisco alle rughe e a tutte quelle menate estetiche che oggi ci ossessionano, ma il tempo tecnico che costringe tutto il reale ad essere misurato e pesato, tanto per darci una dimensione di durata; una dimensione di durata che poi, a conti fatti, a noi non serve. Poiché il valore del Tempo è soggettivo, come diceva, tra gli altri Einstein, assieme a Sant’Agostino e a Seneca. Il valore di un minuto, un anno, una vita dipendono da come li si percepisce e vive, ma la società assegna dei valori massimali per cui un sedicenne è un ragazzino e un ottantenne è un saggio anziano: ma poi pensiamo che a circa 16 anni Augusto è imperatore di Roma non solo in senso nominale e che a ottant’anni il nostro ex premier si diletta in burlesque. E allora i conti non tornano, tanto per dirne un altro paio.
Di nuovo ripenso al bellissimo ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’ e alla festa del ‘Non Compleanno’ del Cappellaio Matto e comprendo ancora che quel che gli uomini chiamano pazzia è per i saggi semplice coerente lucidità dei tempi del creato.
Del Creato e non dell’Uomo..
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