Ciccia e buonismo

Ha scritto Alessia Niccolucci, il

Racconta Carla: “Il mio problema è il sovrappeso. Sono quella che tutti chiamano “la cicciona”. Non lo sono sempre stata, da piccola ero un chiodo, ma ero intrattabile, scontrosa, mai contenta. Litigavo con tutti, un fiammifero che si accende in un momento. Crescendo sono diventata serena, più calma e disponibile: a volte sembro il “ritratto” del buonismo. Ora sono molto quieta e tranquilla, mi vogliono tutti bene, ma io dentro soffro. Vorrei essere più magra per stare meglio con me stessa”. Cosa c’entra il buonismo con il sovrappeso? Scopriamolo…

Il buonismo occulta l’autenticità

In poche parole, Carla ci sa un’informazione preziosa: dice che da bambina era molto scontrosa, permalosa e litigava con tutti, mentre ora è quieta, tranquilla, tutti le vogliono bene.  Già, però quella che è ingrassata è proprio la Carla quieta: l’altra non andava d’accordo con nessuno, ma era autentica. In quel modo di essere c’era qualcosa di essenziale al suo sviluppo. Invece è come se a un certo punto lei avessi cominciato a dirsi: “Sono una che litiga con tutti… Non mi vorrà più bene nessuno… Con questo carattere dove andrò a finire? Rimarrò sola e non troverò un compagno”. Chi innesca questo atteggiamento scivola facilmente verso un buonismo recitato e distrugge la sua autostima, perché quel carattere scontroso stava “facendo Carla”, quella che avrebbe potuto e che può ancora diventare. L’irrequietezza di bambina è come un vento che occorre ricontattare affinché sia “lui” a spazzar via la maschera del buonismo.

Annulla te stessa e ingrasserai

Attenzione: non occorre cercare la causa di quell’irrequietezza (che di sicuro esiste ancora, ben nascosta dai chili di troppo), ma considerarla un aspetto del proprio seme, della propria unicità. Se però la freni, se ti preoccupi che tutti ti vogliano bene e quindi cominci a mettere in scena il buonismo, tu spegni quel fiammifero. Ecco da dove viene il grasso: è come l’acqua di un fiume che finisce in un’ansa e gira a vuoto, ingrossandosi. Non è un caso che le persone obese o in sovrappeso si costringano spesso a recitare la parte del bonaccione e del simpatico. L’eccesso di buonismo è l’altra faccia della ricerca di morbidezza, di cuscini protettivi che attutiscano le ferite che il mondo provoca. La rinuncia alla propria unicità ha il suo specchio in un corpo che diventa morbido e tondo, perdendo la sua vera forma. Dov’è ora l’Carla nervosa e irascibile? Bisogna cercala, non è sparita. Non si tratta di litigare, ma di riattivare, attraverso quell’immagine antica, energie e forze che Carla ha seppellito.
Nel momento in cui riprenderà il cammino senza preoccuparsi di chi l’apprezza o no, senza accorgersene inizierà a dimagrire.

Ballare da sole

In un ambiente calmo e buio chiudi gli occhi e respira lentamente. Inizia a formare nella mente un’immagine: l’immagine di te mentre danzi. Ti vedi ballare, ti muovi, come se ci fosse un vento che ti sfiora i capelli, che te li scompiglia. Non puoi controllarti. Ti affidi al ballo. Giri su te stessa, salti, corri, il ballo contagia le braccia, le mani, le gambe, il corpo. È il ballo che si muove dentro di te, è lui che ti conduce. E mentre danzi il tuo sguardo si sposta sul desiderio, il ballo diventa un ballo erotico, ma non per qualcuno, senti l’eros e basta, che ti attraversa. Il piacere ora prende il sopravvento, è lui che ti fa ballare. Senti i brividi sul corpo, il piacere, il desiderio. E in questo stato vedi un’altra vita: indossi un altro vestito, ti trovi a fare cose che ora non fai. Ora la scena cambia, sei in riva al mare. Non senti più nessun contrasto, sei libera. E ti trovi a camminare senza meta, sentendo dentro il desiderio. E in questo desiderio vedi svanire tutto ciò che ti angustiava. Sei una persona nuova: adesso puoi aprire gli occhi….

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Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
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