Cuore di Padre
Vorrei spezzare una lancia in nome dei Padri del mondo, esiliati spesso dopo i divorzi dalla loro funzione, dalla loro mansione di padre. Dei padri che insegnano ad essere onesti ai figli semplicemente essendo onesti, solo con l’esempio di sé: poiché le parole a poco servono, i bla-bla dei tromboni pontificatori che poi strombazzano ai semafori, arrotondano gli stipendi senza sudore, condividono coi figlioli cotte e malcostume, tollerano lassismi tipici dell’età giovanile per poter perdonare i propri.
Roberto Saviano oggi citava questa poesia di Alfonso Gatto che gli ricordava suo padre:”Mi basterebbe che tu fossi vivo,/un uomo vivo col tuo cuore è un sogno./Ora alla terra è un’ombra la memoria/della tua voce che diceva ai figli: /”Com’è bella la notte e com’è buona /ad amarci così con l’aria in piena / fin dentro al sonno”. Tu vedevi il mondo / nel plenilunio sporgente a quel cielo,/ gli uomini incamminati verso l’alba.”
E ho pensato a quanto l’esempio di una goccia di sudore, di un pianto trattenuto, di un sorriso soddisfatto, imprima nella coscienza dei figli il senso della vita. Perché i padri sono questo e i buoni padri fanno i buoni figli: sono i pastori le guide, buone o cattive, gli eroi e i cavalieri delle nostre infanzie felici.Il ricordo di Saviano era certo un omaggio al proprio genitore per ciò che lui oggi è e ha il coraggio di fare.
Ma in grande, in proporzione dico, i governanti sono i nostri padri, i padri di una nazione, col vantaggio che si possono scegliere e cambiare se non bravi. Ieri la notizia dello spacciatore di cocaina che operava presto l’uffico postale del Senato: e mi sembra un romanzo di fanta-politica ripetere della consigliera arrestata per meretricio, dell’assessore che usa i soldi pubblici per decurtare la spesa al supermercato e una tale serie di assurdità da pensare, seriamente, di star guardando uno show, che la tv e i giornali si stiano inventando tutto e che alla fine scopriremo di essere,, come nel film ‘Matrix’ imprigionati in dei fagioli che sono batterie per un mondo di robot che ci fa vivere una vita virtuale..
Immagino che se domani leggessi sui giornali che mio padre è stato incriminato per aver pagato cene agli amici coi soldi pubblici (lui, ex funzionario pubblico che si è sempre vantato di usare l’autobus invece che approfittare di altri vantaggi), che il mio vicino di casa, padre di due bimbi, fosse incriminato per spaccio di cocaina, che il padre di alcuni dei miei amici fosse implicato in festini con minorenni o che avesse speso soldi pubblici per andare in orario di lavoro a divertirsi coi trans in via Cassia, ne sarei talmente scioccata da dovere andare in analisi per recuperare il senso della realtà.
Una specie di shock post trauma insomma.
Insomma. Basta chiacchiere, non credo ci sia molto altro da dire. Ma, manca il coraggio di fare.?
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