Il problema è la scuola
Il problema è la scuola, certamente in Italia e certamente questa scuola. Il problema è la scuola se un insegnante chiede alla classe terminale di un liceo classico Che cos’è la letteratura? e gli studenti, forti di una formazione letteraria in italiano, latino, greco e inglese rispondono cose da sapere; un elenco da memorizzare.
Il problema è la scuola perché ad andare in un professionale e chiedere alla medesima classe Cos’è la ragioneria? o Cos’è l’elettrotecnica? e Le tecniche di progetto architettonico risponderebbero cose da usare nel peggiore dei casi.
In realtà il problema è l’idea della scuola che si ha: e peggio l’idea del liceo focalizzato come step per accedere all’università e trovare un buon lavoro.
In realtà, la scuola italiana, col suo proliferare di privati diplomifici, pubblici istituti volti al numero piuttosto che alla qualità, ha degenerato: e ha degenerato perché nell’ultimo decennio la società italiana è degenerata in un’affannosa ricerca del denaro, del successo, della bellezza, delle cose da usare.
La cosizzazione delle persone con il dilagare della TV pornografica ed erotica, la cosizzazione della sessualità come mezzo di divertimento o di affermazione sociale, la cosizzazione della cultura come strumento per apparire ed emergere.

Non dirò qui a che serve la letteratura, e nemmeno a che serve l’amore o il sesso o la cultura. Non lo dirò perché credo che chi lo sa meriti di saperlo e chi non lo sa nasca svantaggiato in partenza e stia a lui evolversi. Non ho la vocazione del pontefice, o almeno non più.
Chi segue le lezioni di letteratura ha un’opportunità: la scuola può insegnare (nella persona di validi insegnanti) come pensare. Sul cosa deleghiamo: deleghiamo la famiglia che, ricca o povera, italiana o meno, importante o meno, deve avere questa responsabilità.
Il resto, per chi la cerchi, è di mancia.
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