La favola italiana

Ha scritto Alessia Niccolucci, il
pinocchio-1940

Pinocchio e il grillo parlante

Verrebbe da chiedersi perché la favola tradizionale danese sia La Sirenetta, quella francese Il piccolo principe e quella italiana proprio Pinocchio. In effetti, a pensarci bene, le favole scelte dalle rispettive nazioni sono esemplari per tutte: la Danimarca sempre divisa tra mare e terra, la Francia con la sua ammissione di egoismo che cerca di controllare e l’Italia con quel nostro innato senso di scansar doveri e rampogne per far soldi presto o divertirsi senza pensiero. Ma non basta.

Nel Piccolo principe è l’amore che spinge il bambino a redimersi e nella Sirenetta a dannarsi: ma in Pinocchio? In lui non basta l’amore delle tradizione paterne e del suo focolare, il sacrificio di vendere tutto per procurargli abiti eleganti, né la sua coscienza geniale che tenta di guidarlo, né la fatina dai capelli turchini che ha un qualcosa di religioso e fatale e che alla fine, riesce a premiarlo. Il nostro eroe, preferisce essere una marionetta di legno, farsi truffare, usare, scacciare, picchiare e spaventare pur di non fare il suo dovere, sebbene sappia quanto costi ad altri che si sono sacrificati per lui come Geppetto.

burattinoNon gli interessa lavorare al nero per un negriero che forse è anche un omicida, né che il suo povero padre si trovi in un mare di guai per colpa sua (povera patria, direbbe Battiato!), o essere tanto ignorante da credere che piantando 5 lire crescano sotto gli alberi 500 euro, lire ottenute vendendo quel che di più prezioso gli era stato dato a altri che all’estero, sanno bene che farsene! E il fatto di essere un ridicolo nasone non gli basta per farlo desistere dalla sua irresistibile tentazione di trovar scorciatoie, furbi stratagemmi per evitare quel che coscienza e fede (laica o cristiana che sia) gli consigliano.

In fondo è solo un bambino!

Non gli giova il ricordo della miseria in cui viveva, poiché preferisce credere al frivolo e sciocco Lucignolo che lo conduce nel fantastico Paese dei Balocchi, dove senza studiare, senza lavorare, senza pagar le tasse o rispettar le leggi si può fare ciò che si vuole…Finchè una mattina, ci si ritrova con le orecchie d’asino – o le tasche vuote o senza lavoro per esempio – e allora cominciano le lacrime.

balocchi

Bene: arrivato a questo punto, che farà? Lavorerà come schiavo per il Luna Park di chi lo ha imbrogliato, o sarà salvato ancora – e per l’ultima volta – dalla fede e dalla geniale coscienza che si deciderà ad ascoltare?

Gli italiani sono bugiardi, calunniatori, chiacchieroni, diffamatori, sospettosi, increduli, gelosi e invidiosi, pettegoli, dissimulatori, traditori, inaffidabili, delatori per pigrizia, per vizio, per gioco, per invidia, per socializzare e per interesse privato. Non tutti ovviamente: solo moltissimi. Fata turchina e grillo parlante ignorando.

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5,00 su 5)
Loading...

Ti piace? Condividi!

Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
Seguimi su Facebook Twitter Google+ RSS e-mail