La politica italiana
“Questo mondo travagliato e grave
solo una volta mi vedrà passare;
così se potrò fare del bene
o gentilezza che conviene
al prossimo mio affranto,
senza indugio e rimpianto
lasciate che faccia finchè potrò,
ché io di qui più non passerò.”
(Anonimo, Di qui più non passerò.
da “Alba d’inchiostro” – C. Funke)
Grillo dal suo blog parla a tutto campo: “Non farò il premier, ma se arriviamo primi alle prossime elezioni, vado al Colle solo per dirgli: ‘Stavolta l’hai sentito il botto?'”. E ancora: “I candidati non li scelgo io, ma la gente in rete”. Pizzarotti? “Da sindaco mai più sentito, se la devono cavare da sé”
Ma a chi credere.? A chi credere se poi i cittadini sono i primi a cercarsi l’amico dell’amico deputato che li aiuti o li supporti? Gli italiani sono davvero pronti e volenterosi a mandare a casa TUTTI gli attuali – e millenari – parlamentari coi loro vassalli valvassori e valvassini? E gli Anarchici? I Verdi? I Radicali? Insomma tutti quelli da sempre proclamatisi ‘contro’ e ‘puliti’ sono pronti anch’essi ad andarsene? Mettersi in giardino o a lavorare come gli altri?
Non è strano: in Europa succede come in USA, che finito l’incarico si torni in ufficio, in salsamenteria, in fabbrica o a scuola a insegnare. L’attuale governo tecnico lo farà, sembra, e ugualmente Monti è stato il primo a pubblicare la sua dichiarazione dei redditi e a rinunciare al bello stipendio di premier.
Quindi?
Chi sinora ha camminato da sè o ha imparato a farlo, ovunque sia arrivato, certo, è pronto poichè è da un po’ che ha imparato ad andare in bici senza le rotelle..
Ma certo, per mandarli a casa servirà la forza della legge. Quella vera, di legge, non quella raccontata dagli speakers dei tiggì nazionali che tendono, si sa, dall’una o dall’altra parte della Torre di Babele.
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