La Responsabilità
“ROMA – Gli autori dello scherzo telefonico sulle condizioni di salute di Kate Middleton, rompono il silenzio e piangono in tv: «Non riesco a smettere di pensare all’infermiera indiana Jacintha Saldanha» ha detto Mel Greig che ha imitato al telefono martedì scorso la Regina Elisabetta II per riuscire ad avere notizie riservate su Kate Middleton incinta, ricoverata all’ospedale King Edward Hospital. Jacintha Saldanha è stata trovata morta in casa, vittima in apparenza di un suicidio…Mel Greig scoppiando in lacrime ha detto: «La prima cosa che ho chiesto è se avesse figli, spero che i suoi familiari stiano bene, lo spero davvero»(…) I due dj in un luogo segreto. L’Indipendent fa sapere che i due dj australiani sono stati portati in un luogo segreto vista la rabbia espressa sul web da migliaia di persone che hanno chiesto le dimissioni dei due autori dello scherzo su Kate Middleton. Mel Grieg e Michael Christian sono sospesi a tempo indefinito. Sono «devastati» per la morte dell’infermiera e stanno ricevendo assistenza psicologica, ha detto una portavoce della stazione radio, che ha espresso preoccupazione per la loro salute mentale.” (estratto da Il Messaggero).
Il fatto conosciuto e commentato lascia aperte delle riflessioni: da un lato la risposta dei due DJ e del pubblico al loro gesto irriverente; irriverente non tanto verso al Corona, ma quanto per la privacy di una giovane, seppure si tratti del personaggio pubblico della principessa Kate. E la conseguenza nefasta della morte dell’altra persona coinvolta che seppure innocente, era stata manchevole al suo ruolo di tutrice della privacy appunto, dei pazienti a lei affidati.
La prima riflessione è lo scontro che si evidenzia tra un mondo dissacratore e dissacrato come quello dello spettacolo che infantilmente è aduso a giocare sulla pelle dei deboli, vuoi perché malati, vuoi perché ingenui, due caratteristiche che – secondo le priorità di quel mondo e di chi direttamente o indirettamente vi si riconosce – fa del debole uno sciocco che è lecito sbeffeggiare: e di contro il mondo onesto, serio e integro della infermiera di un ospedale che probabilmente della sua integrità professionale – come tanti altri aggiungo – aveva fatto la sua personale forma di riscatto dall’idiozia del mondo di cui sopra e per non appartenere per nascita, alle classi alte della società.
Uno scontro letale, non c’è che dire. Ancor più perché, questo genere di esseri umani si muove mascherato come può, come si conviene in tempi democratici come di autoritarismo quando, durante i primi lo si fa per pura meschinità personale, e nei secondi per costrizione o piaggeria del potere.
La seconda riflessione, più ovvia, è sulla risposta della società australiana al fatto: alla condanna dei DJ costretti – dice il Messaggero – a nascondersi e ad andare in analisi.
La seconda riflessione temo, porti a rinunciare a cotanta serietà in Italia, dove una ampia parte da tempo si riconosce nella morale e nei modelli di comportamento DJeiani, prontamente ridefiniti i furbi o svegli.
Alla prima invece, con grande malinconia mi fermo a considerare come fatti simbolici come questo, mettano in evidenza il contrasto sociale creato dall’appiattimento culturale che spinge i rifiuti solidi a galleggiare credendo poi così, di aver imparato a nuotare da sé.
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