Pogrom: Etiopia 1937 il genocidio italiano

Ha scritto Alessia Niccolucci, il

Etiopia Il pogrom (devastazione) avvenne in seguito ad un fallito attentato al Vicerè italiano in Etiopia Rodolfo Graziani del 19 febbraio 1937 quando fu votato dal partito fascista di Addis Abeba un repulisti razziale vero e proprio, per punire la popolazione e scovare i due attentatori, colpevoli di aver lanciato 7 o 8 bombe contro il Vicerè e gli altri ufficiai e notabili italiani in Etiopia.

Furono uccisi, massacrati e giustiziati indiscriminatamente uomini, donne e bambini: le fonti etiopi parlano di circa 30.000 vittime, mentre fonti giornalistiche straniere parlano di 3.000 – 6.000 vittime, per tacere dei deportati, delle chiese copte e case saccheggiate e incendiate per rappresaglia, dei civili italiani trasformati in squadriglie d’assalto armati di manganelli che si aggiravano per le strade della città e nei villaggi limitrofi.

L’ordine di Roma e di Mussolini era tassativo: punire per scovare i colpevoli e tacere in patria del genocidio che si stava perpetrando nella colonia etiope «inizio di quel radicale repulisti assolutamente (…) necessario nello Scioà», erano le parole del telegramma che il duce inviò a Graziani. Ogni sospettato doveva esser passato per le armi. Solo l’Arma dei Carabinieri fucilò 2.509 etiopi per ordine del Vicerè e tutti muoiono con grande dignità e maledendo l’Italia. Circa 3.000 tra monaci, preti e diaconi della chiesa cristiana copta etiope vengono giustiziati..

graziani vicerè Appoggiati e protetto da Mussolini, Graziani rivendicò «la completa responsabilità» di quella che chiamò con orgoglio la «tremenda lezione data al clero intero dell’Etiopia», soddisfatto di «aver avuto la forza d’animo di applicare un provvedimento che fece tremare le viscere di tutto il clero, dall’abuna all’ultimo prete o monaco, che da quel momento capirono la necessità di desistere dal loro atteggiamento di ostilità a nostro riguardo, se non volevano essere radicalmente distrutti».

Nel dopoguerra, nonostante le richieste etiopiche, nessun italiano venne mai punito per questi e per altri massacri, favorendo la rimozione dalla memoria collettiva dei crimini compiuti dagli italiani durante le guerre fasciste.

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Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
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