Conviene pubblicare libri?

Ha scritto Alessia Niccolucci, il

scrittori-esordienti-sogniUna delle prime voci che si alzarono a svelare le tante trappole dell’industria editoriale era stata quella autorevole di Umberto Eco che fingendosi studente appena laureato in una Milano anni ’70 ci apre ad un’esperienza che forse lui stesso direttamente aveva avuto modo di sfiorare: “Un APS è un Autore a Proprie Spese e la Manuzio è una di quelle imprese che nei paesi anglosassoni si chiamano “vanity press”. Fatturato altissimo, spese di gestione nulle. […] Il sistema Manuzio è molto semplice. Poche inserzioni sui quotidiani locali, le riviste di categoria, le pubblicazioni letterarie di provincia, specie quelle che durano pochi numeri. Spazi pubblicitari di media grandezza, con foto dell’autore e poche righe incisive: “un’altissima voce della nostra poesia”, oppure “la nuova prova narrativa dell’autore di Floriana e le sorelle”. “In fondo anche Joyce e Proust pubblicarono a proprie spese: per non parlar di Svevo. A questo punto la rete è tesa”.(Umbero Eco, Il pendolo di Foucault)

Tra le ultime parole di Emilio Salgari che malediceva i suoi editori per averlo sfruttato e affamato e certe diciture lasciate dal tempo dei lettori distratti delle case editrici del passato, comprendiamo che nel 1800 le cose non andavano meglio ed è sempre Eco a rammentarcelo: Kafka Franz. “Il Processo”. Il libretto non è male, è giallo con certi momenti alla Hitchcock; per esempio l’omicidio finale, che avrà un suo pubblico. Però sembra che l’autore lo abbia scritto sotto censura. Cosa sono queste allusioni imprecise, questa mancanza di nomi di persone e di luoghi? E perché il protagonista va sotto processo? Chiarendo meglio questi punti, ambientando in modo più concreto, dando fatti, fatti, fatti, allora l’azione ne risulta più limpida e la suspense più sicura. Questi scrittori giovani credono di far “poesia” perché dicono “un uomo” invece di dire “il signor Tale nel posto Tale all’ora Tale”… Quindi, se si può metterci le mani, bene, altrimenti lascerei perdere. (Umberto Eco, Diario Minimo)

scrivere

Altresì si fa sfoggio di enciclopedie e storie della letteratura scritte da vetusti e interessati compilatori che liquidano con poche parole autori che ignorano o che non pagano poiché mai pubblicati dal loro editore, innalzando invece illustri sconosciuti in quanto affezionati APS: Lampedusa Tomasi Giuseppe. (1896-1957).Scrittore siciliano. Visse a lungo ignorato e divenne celebre dopo la morte per il romanzo II gattopardo. (Umbero Eco, Il pendolo di Foucault).

La via non è semplice, ma tentar non nuoce mai: puché vi badiate le spalle dall’essere ingannati con falsi contratti che non specifichino con chiarezza quante copie verrano distribuite e dove esattamente verrano distribuite tra quelle stampate secondo gli accordi. E quante ne avete vendute, se venderete. Non diventerete ricchi, ma almeno conosciuti. E il resto, se c’è, verrà da sé.

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Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
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