Ripetizioni, scuola e società

Ha scritto Alessia Niccolucci, il

Lezioni-Private C’è la legge: la quale vieta il lavoro in nero. Ma migliaia di studenti per arrotondare lo hanno fatto, e per anni. Poi c’è anche un’altra legge, che vieta ai docenti di una scuola di dare lezioni private agli studenti di quello stesso istituto o peggio, delle proprie classi. La ragione è semplice: poiché potrebbe trattarsi di corruzione e di fatto lo è: poiché dar lezioni all’allievo di un collega è una garanzia per la famiglia che una buona parola il pagato prof la metterà o a favore del figliolo o contro il docente severo che ne gestisce la cattedra per incarico ministeriale. E qui andiamo al dunque: la legge c’è, perché come per avvocati e medici, intrattenere rapporti privati con i propri clienti sarebbe vietato poiché eticamente giudicabile e poiché espone il professionista poco professionale a ricatti o a spingersi oltre pur di continuare a tenersi il cliente e a lucrarvici sopra. Dare ripetizioni ai propri studenti o agli studenti della proprio istituto è vietato dalla legge, ma in molti lo fanno, in tacito consenso con dirigenze accomodanti che talvolta suggeriscono alle famiglie più o meno smaliziate insegnanti sicuri soprattutto per loro.
pettegole Del resto come resistere? Il guadagno è facile e inoltre entarre nelle case e nelle confidenze dei familiari e – d’altro canto – del mondo di quelli che stanno oltre la cattedra è troppo accattivante per chi ha, ad esempio un figliolo somarello o, d’altro lato, una frustrazione professionale perché poco stimato o precario storico e magari pettegolo o pettegola! Accade lo stesso a condividere una cameriera o una colf, che racconta fatti e fattarelli piccanti al’orecchio della amica o vicina pagante! Si sa: è un modo per trovar lavoro fisso o per passare il tempo!
zitella spiona
Il pettegolezzo d’altronde, è un istinto primario che risale ai primordi dell’evoluzione. Secondo l’antropologo inglese Robin Dunbar, infatti, ad un certo punto della loro evoluzione i nostri antenati scimmioni, invece di continuare a spulciarsi a vicenda, avrebbero iniziato a “parlare” (e sparlare) degli altri membri del gruppo. Il motivo? Diventati troppo numerosi (circa 150) i gruppi avrebbero dovuto dedicare il 40% del proprio tempo a ripulirsi il proprio pelo a vicenda, un lavoro troppo faticoso. Ed ecco nata la prima forma di gossip.
pettegole350 Incontrare una pettegola è deleterio, poiché tutti quelli che la circondano rischiano di diventare i protagonisti di uno dei suoi temibili pettegolezzi e nessuno, di qua o di là, sarà al riparo dal pericolo “chiacchiericcio”; in realtà la pettegola professionista predilige i soggetti più fragili, i più esposti a giudizi: chi meglio della neo arrivata nella comitiva di amici, o l’ultima assunta in ufficio, possono diventare facili bersagli da colpire e affondare? Meglio se ciò le procura attenzioni da chi le procura, in cambio, lavoro? La preda in questione sarà sempre troppo magra, troppo grassa, troppo carina o semplicemente troppo riservata per i suoi gusti e lei porterà facilmente a termine la sua missione da linguacciuta doc. Per questo quando decide di piazzare la bomba della maldicenza non lascia nulla al caso: intonazione, pause ben dosate e suspense creata ad hoc. Non è una dilettante e non direbbe mai ciò che sa tutto in un colpo. Ti starai chiedendo cosa gliene venga in tasca a dire sempre male sugli altri. Il suo scopo è dire male di tutto e tutti mettendoli in cattiva luce puntando così a far emergere la propria personalità. Secondo studi psicologici potrebbe derivare da una profonda insicurezza e da un senso di inadeguatezza nell’instaurare relazioni sociali. Purtroppo non esiste una legge per difendersi dai pettegoli, se non, denunciarli per calunnia o chiedersi cosa abbiano da nascondere per alzare tanta polvere…

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Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
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