L’eterna adolescenza italiana

Ha scritto Alessia Niccolucci, il

adolescentiL’Italia è un momdo adolescente. Gli adolescenti non hanno responsabilità se non hanno studiato e fanno lavoretti per mantenersi. Gli adolescenti hanno grandi passioni e avventure, ma non si sposano, non hanno responsabilità per i coniugi o i figli. Gli adolescenti non chiedono lo scontrino se papà dice loro che non importa. Gli adolescenti non votano: o se votano lo fanno per gli slogan, per la squadra di calcio che tifano, per quello che fanno i genitori. Gli adolescenti non si comprano casa, non vanno a vivere da soli: magari vorrebbero ma non possono perché fanno lavoretti e non lavori. Vorrebbero sposarsi ma non lo fanno perché non hanno uno stipendio e poi si amano tanto ma per una stagione o due.

Gli adolescenti amano le commedie, le storie che finiscono bene e i luna park, si annoiano davanti alle trasmissioni politiche o con i film impegnati. Gli adolescenti leggono poco o leggono i romanzi d’amore e di avventura perché li divertono e li fanno emozionare. Amano in segreto il porno e hanno sogni proibiti che talvolta, in gruppo, realizzano per poi riderne con gli amici. Gli adolescenti si stressano per niente, vogliono stare sereni, ascoltano la musica a tutto volume e si vestono per essere classificati.

Gli adolescenti non amano stare da soli: necessitano del gruppo. O ascoltano sempre papà e sono i primi della classe o sono dei terroristi che gli si oppongono assolutamente e sono gli ultimi. Gli adolescenti parlano solo di diritti ma non conoscono i doveri: non conoscono la storia e la costituzione ma amano  il pettegolezzo. Amano chi li deresponsabilizza dalle colpe, votano il birbante della classe perché li aiuta a non studiare e perché è l’unico che si candida all’elezione ch eloro non ne hanno voglia o fantasia o fegato. Parlano spesso di sesso e difendono i diritti degli omosessuali perché sono i primi adolescenti o li perseguitano perché non sono dei duri o delle bambole. Ma non li conoscono, ma non li capiscono.

Gli adolescenti amano uscire la sera e fare tardi: fare le cose straordinarie e rimangono feriti se non li si approva, appalude, se non li si trova bravi, belli, preparati. Strillano e sbraitano, sono nervosi e guidano come i divi dei film; non amano i vecchi, i malati, gli inadatti, i musoni, quelli che pensano troppo. Gli adolescenti sono sempre attenti al gossip e non si fanno problemi a concedersi scappatelle. Non perdonano ai genitori se non danno loro i soldi per uscire la sera.

Gli adolescenti non si prospettano mai un futuro da perdenti, ma solo da vincenti. I perdenti, i semplici,  i lavoratori senza progetti grandiosi sono dei falliti. Possono essere squattrinati, ma devono passare l’estate in Sardegna, a Formentera o dove vanno i VIP. Devono andare a bere nel locale di moda, a ballare dove vanno le veline. Devono avere il capo firmato e un amico ‘fico’, che conosce, che è qualcuno. Loro non possono essere degli ‘sfigati’.

Gli adolescenti credono ancora alle favole: che i professori sono cattivi perché sono l’autorità ma non contano nulla, che i poliziotti sono ‘guardie infami’ perché non permettono loro di fumare l’erba che tutti sanno che fa bene, invece. Gli adolescenti non pagano le tasse, tanto non le pagano nemmeno mamma e papà. E se provano a crescere, ci pensa il governo a togliere loro la paghetta: così almeno, imparano.

(pubblicato anche nel il magazine Caffè News)

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Alessia Niccolucci Sono una scrittrice e un'insegnante
Scrivo romanzi, poesie, articoli da sempre e insegno a Roma. Ma considero la mia casa la Toscana da dove provengo. Vorrei dire di più ma è già tutto sul mio sito.
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  • Sonia

    Ci pensavo proprio oggi. E’ una cosa frustrante a lungo andare, avere trentanni e non potersi permette una vita da adulti. Ma perché? Qual è lo scopo di mantenerci sempre precari, sempre dipendenti da mammà e papà?
    Lo sconforto si sta impadronendo di me!

  • Il motivo, i motivi: la società ci vizia e ci culla per farci rimaner felicemente inattivi, indietro, lenti. Chi non ci sta o scappa dall’Italia o viene messo al bando ‘dal gruppo’, dai coetanei perché ‘pesante’, dai maggiori d’età per rivalità: un giovane ha più energie e spesso è anche meglio preparato, soprattutto in certi settori pubblici ma..provaci a varcare la soglia! E poi c’è un problema economico: chi è in pensione e chi dovrebbe esserci ma sta al governo da millenni controlla l’economia, i proventi e contemporaneamente li consuma senza produrre. mentre ai giovani è permesso produrre ma non a loro vantaggio (pensa ai lavori in nero, agli stages gratuiti e così via). Cosa fare? Usare lo strumento del voto, usare la testa, non farsi coccolare dai vizi svenduti da TV e altro. Senza paura di usare la testa, mai…:) in bocca al lupo! 😉